Perchè andare in una libreria indipendente?

IL MANIFESTO DELLE LIBRERIE

Il 2025 non sembra essere un anno fortunato per il comparto editoriale e non fanno certo eccezione le librerie. 

La flessione delle vendite è stata evidente già dai primi mesi dell’anno e confermata da AIE durante il Salone del libro, a Maggio, con la presentazione di dati non certo incoraggianti. “Si intensifica la flessione nei primi quattro mesi del 2025 per il mercato libro. Cala del 3,6% l’editoria italiana di varia – romanzi e saggi venduti nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione – rispetto allo stesso periodo del 2024, registrando 431,3 milioni di euro di vendite a valore per una minor spesa degli italiani di 15,9 milioni di euro. Il calo a copie è stato del 3,2%: quasi un milione di copie di libri acquistati in meno (975mila) su 29,2 milioni di copie complessive. La flessione coinvolge tutti gli editori”.

I dati hanno confermato quanto riscontrato anche dalle librerie Alir, seppur con le dovute differenze. 

Abbiamo, quindi, deciso di organizzare degli appuntamenti per confrontarci e capire quale futuro possiamo immaginare per le nostre attività e quali strumenti possiamo condividere per affrontare questa crisi. Abbiamo analizzato i dati, ci siamo fatti domande sulla nostra identità e sul nostro modo di essere librai.

Lo ha scritto Paolo Di Paolo in un articolo su L’espresso dell’11 luglio 2025 ” il concetto di libreria andrebbe ridisegnato e di sicuro, rispetto a quarant’anni fa, il tempio non è più un tempio, è un luogo meno ostile elitario e compassato, c’è magari la caffetteria… Basta? No.

Perché la verità, `catene’ o no, è che ogni libreria “è un mondo a sé”. 

Parole sacrosante, ma tra i tanti nodi che formano la rete Alir ci sono delle ricorrenze e ci siamo resi conto che valeva assolutamente la pena sottolinearle all’esterno, soprattutto in un momento critico in cui i lettori sono sempre meno e la concorrenza sempre più presente.

Se abbiamo dei punti di forza risiedono in quello che ci accomuna e contraddistingue in un panorama che è sempre più liquido e dispersivo.

Ancora Paolo Di Paolo “il lettore, debole o forte, e perfino, soprattutto il non lettore va accolto, accompagnato. E bisogna dargli una ragione seria per non acquistare online. Per capire che se mette piede in uno spazio fisico, guadagna qualcosa. Un’esperienza, per l’appunto.”

E che tipo di esperienza possono offrire le librerie Alir? E più in generale quali sono le ragioni per cui il lettore dovrebbe scegliere una libreria indipendente?

È nato così il nostro decalogo che in dieci punti condensa i buoni motivi per cui vale la pena vivere un’esperienza all’interno delle librerie Alir perché, nonostante le differenze tra di noi, che non riguardano solo il contesto geografico dove operiamo, ma anche le nostre anime di librai (Alir non è un fra

nchising ed ognuno di noi è fiero della propria unicità), ci sono dei punti che ci accomunano e che ci hanno fatto scegliere proprio questo contesto associativo (piuttosto che altri).

Non è stato difficile elencarli perché il nostro Statuto parla chiaro ed esprime i valori fondativi dell’Associazione.

Beatrice Masini ci è venuta in aiuto per rendere il testo di piacevole lettura ed il nostro premio Orbil Maria Girón ha dato un’identità visiva al decalogo.

Siamo molto felici del risultato e ci auguriamo che sempre più persone si rendano conto del valore delle librerie indipendenti, presidi culturali necessari che si prendono cura dei clienti e che, allo stesso tempo, hanno bisogno, mai come adesso, di essere scelte dalla comunità dei lettori per i loro acquisti.

Solo insieme possiamo, come ricorda il nostro Statuto, costruire un mondo più civile e democratico in cui i libri siano messi al centro dei percorsi di vita degli esseri umani, di ogni età.

 

Elena Giacomin – La casa sull’albero, Arezzo